**Diario 23 Ottobre**
Ho sposato un vero “mammone”, e ora, in questa casa, tutto deve essere “come da mamma”. Io, però, non ne posso più!
Ancora non capisco come abbia potuto lasciare che succedesse. Come non ho visto, dietro quell’aria seria e i suoi trentotto anni, un uomo ancora attaccato alla gonna di sua madre. Esternamente, un adulto risoluto, persino carismatico. Divorziato, viveva lontano da lei, affittava un appartamento. Credevo fosse maturo. Ma quella maturità era solo una maschera.
Anchio avevo avuto unesperienza fallimentare: un primo matrimonio finito per limmaturità di mio marito. Passava le giornate al computer senza cercare lavoro. Dopo di lui, mi ero promessa: la prossima volta, un uomo più grande. Ma purtroppo, letà non garantisce la maturità.
Ho conosciuto il mio nuovo marito tramite sua madre. Lavoravo temporaneamente in una boutique, lei era una cliente affezionata gentile, affabile, sempre sorridente. Mi diceva: “Vorrei una nuora come te.” Poi è arrivato lui, corteggiandomi come fosse un manuale damore. E io ci ho creduto: alle sue attenzioni, alla sua stabilità, alla sua affidabilità. Ci siamo sposati e ci siamo trasferiti nel suo vecchio appartamento.
Il primo shock? Larredamento. Tutto in stile anni 80: carta da parati, cristalli nella credenza, mobili vintage. Ho timidamente suggerito: “E se rinnovassimo un po? Una piccola riverniciata?” Lui, scandalizzato: “Stai scherzando? Mamma ha scelto tutto. Sarebbe un peccato buttare!” Persino togliere il tappeto è stata una guerra. Si è arrabbiato come se avessi strappato il cuore a sua madre.
Poi è andata peggio. Non potevo usare la cristalleria nellarmadio. “Oggi non la fanno più di questa qualità.” Le sue frasi, parola per parola, erano quelle di sua madre. E ovviamente, lei è venuta sempre più spesso. Ovviamente, su suo invito.
Appena arrivata, partivano le lezioni: perché laspirapolvere invece della scopa? Perché hai tolto il tappeto? E soprattutto “deve essere tutto come a casa mia, è meglio per mio figlio”. Poi la cucina. “Non fai la zuppa di cipolle come si deve! Mio figlio la mangia solo con i crostini ben dorati.” Un giorno ho esploso: “Sarà lei ad accompagnarlo dal dottore allora? Questo non è cibo, è una ricetta per lulcera!”
Ho provato a cambiare un mobile mia suocera mi ha ricordato: “Sei arrivata qui a mani vuote!” Ah, dovevo portarmi larmadio da casa? Anchio lavoro. Magari come commessa per ora, ma mi impegno e conto di trovare di meglio. E poi, mio marito guadagna bene. Perché non ho voce in capitolo in questa casa?
E lui sta diventando sempre più simile a lei. Recentemente mi ha detto: “Potresti guardare qualche serie, così avrai argomenti con mamma.” Da impazzire. Io non guardo nemmeno la TV, e già passo abbastanza tempo con lei è qui tutti i giorni, come un orario di lavoro. Mi spiega come stirare, come lucidare il parquet, come chiudere gli armadi.
E non dico che sia cattiva. No. È solo troppo. Troppo intrusiva, troppo controllante. E il peggio? Mio marito non ci trova nulla di strano. Per lui è normale. Ma io non voglio vivere così. Non voglio diventare una copia di sua madre. Voglio vivere la mia vita, organizzare la casa a modo mio.
Sì, lappartamento non è mio. Sì, non ho contribuito economicamente. Ma ci ho messo lanima. E mi rifiuto di trasformare la mia vita in un museo retrò sotto la direzione di mia suocera.
Voglio un figlio. Ma non voglio che cresca con questo modello. Non voglio che sia educato sotto dettatura, come mio marito. Lui non è più un bambino. È ora che capisca: quando ti sposi, ti separi. E se non lo fa forse tocca a me andarmene. Prima che sia troppo tardi.
**Lezione del giorno:** La maturità non si misura in anni, ma nella capacità di tagliare il cordone. Se non lo fa lui, tocca a me prendere le forbici.






